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L'economia

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Come già accennato, Settimo si trova a cavallo della fascia dei fontanili, il che implica nelle sue campagne una notevole ricchezza di acqua. Ciò ha sempre agevolato l'interessamento dei proprietari e dunque il progresso dell'agricoltura, ma anche trasformazioni non sempre completamente positive per le condizioni contrattuali dei contadini. Storicamente, da una condizione di piccola e media proprietà si arrivò molto presto alla formazione di tenute più o meno vaste che avevano il loro centro propulsore nelle corti in mezzo ai paesi o nelle cascine isolate in campagna. Coltura prevalente era quella cerealicola, nella forma della piantata padana, in cui i cereali, cioè prevalentemente grano e cereali inferiori, venivano coltivati con alberi da frutto e soprattutto vite. Col tempo si assistette a tre fenomeni principali. In primo luogo, l'estensione delle colture irrigue quali la risaia ma soprattutto il prato, che permetteva un crescente allevamento di bestiame: testimonianza di ciò è il nome di una corte di Settimo, la Bergamina (che è, tra l'altro, un antico nome delle vacche da latte). In secondo luogo, venne sempre più estesa la coltura del gelso, la cui foglia dava alimento al baco da seta. Queste due colture, in estrema sintesi, restringevano lo spazio per la coltivazione dei cereali tradizionali e fu una sorta di toccasana l'introduzione, dall'America, del granturco, diffusosi soprattutto nel Settecento. Esso aveva a parità di superficie una resa maggiore, ma una controindicazione fu che l'alimentazione, sempre più basata sul suo impiego sotto forma di polenta, produsse un grave male, tipico dell'Ottocento, quale la pellagra. Ci sono diversi screening, anzi vere e proprie fotografie dell'agricoltura dei nostri territori, che confermano il suo crescente orientamento verso il mercato e conseguentemente la sua modernizzazione, con la presentazione dei fenomeni indicati: si tratta del catasto teresiano (XVIII secolo), dell'inchiesta Czoernig (anni 1830), del catasto Lombardo Veneto (metà Ottocento), dell'inchiesta Jacini (anni 1880). Alla famiglia contadina piccola proprietaria oppure affittuaria di una certa estensione di terra, dotata di capitali di gestione propri (quelli che si indicavano come massari) si affianca e sostituisce sempre più la categoria bracciantile dei pigionanti. Con l'Unità italiana iniziano le serie statistiche decennali che, dalla fine dell'Ottocento, mostrano una crescente fuga dalle campagne: Milano attirava lavoratori, sia come muratori e selciatori nell'ambito della sua esplosione urbanistica, sia come operai nelle industrie, tra cui mette conto ricordare la De Angeli. Anche per agevolare i trasporti e l'incipiente pendolarismo venne costruito il famoso trenino sulla via Novara, il Gamba de Legn. Anche per Settimo, tuttavia, fu il boom economico del secondo Dopoguerra a provocare l'industrializzazione del territorio, che è stata caratterizzata da una sola grande industria (la Siemens), mentre il prevalente tessuto economico è caratterizzato, oltre che dalla presenza di aziende agricole e del centro ippico Unire, dalla piccola e media impresa, con alcune aziende di una certa importanza nei loro settori, dalla meccanica all'editoria. Molto significativo anche il tessuto di attività economiche a livello familiare. Settimo non ha istituti scolastici di tipo superiore: in genere gli studenti, dopo aver frequentato le elementari nelle frazioni, frequentano le scuole medie del capoluogo per poi passare a Milano, Rho, Magenta per le superiori. Sempre a livello della formazione, la città è dotata di una ricca biblioteca comunale, mentre le associazioni e le istituzioni contemplano nella loro attività anche numerose attività formative, utili anche per il mercato del lavoro.
 

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